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Emergenza rifiuti

Siamo certi dell’impegno che il Presidente Musumeci sta dedicando alla soluzione dell’emergenza rifiuti e condividiamo le Sue parole, quando afferma che non può essere avvertito come un problema “di destra o di sinistra”.
Ma, allo stesso modo, pensiamo non sia corretto che l’onere ricada solo sui cittadini e sulle imprese di alcuni territori.
Con un provvedimento di metà dicembre scorso, la Regione ci ha inibito l’accesso alla discarica di Bellolampo e allo stesso tempo, sostenendo di perseguire “ il principio di prossimità degli impianti al luogo di produzione dei rifiuti”, ci ha imposto di conferire l’indifferenziato all'impianto mobile di pre trattamento, ubicato nella medesima discarica di Bellolampo, e gestito dalla Ecoambiente srl, affidando a tale Società il compito di conferire il rifiuto, secco e umido, pre trattato presso altre discariche, da individuarsi.
Così, il Comune di Cefalù, come altri 47 della provincia di Palermo, porta i rifiuti a Bellolampo e la Società Ecoambiente li porta in giro per la Sicilia. Prima nella discarica di Motta Sant’Anastasia, in provincia di Catania, e, dopo che anche questa ha chiuso le porte, in quella di Grotte San Giorgio, in provincia di Siracusa.
E i costi?
A carico dei Comuni, e quindi dei cittadini. Il conferimento a Bellolampo costava 110 euro a tonnellata. Per conferire a Motta Sant’Anastasia, Ecoambiente Srl ha chiesto 178 euro a tonnellata, che diventano 250 euro a tonnellata, nei giorni festivi.
Nel dicembre scorso, per soli cinque giorni di servizio, Ecoambiente ha fatturato al Comune di Cefalù 40 mila euro, per costi di conferimento.
Siamo preoccupati, perché questi maggiori esborsi non potranno che ripercuotersi sulla TARI, che saremo costretti ad aumentare.
Chiediamo al Presidente della Regione soluzioni eque, che non creino, insostenibili differenze tra cittadini, e che non tradiscano quel “ principio di prossimità degli impianti al luogo di produzione dei rifiuti”, declamato ma, nei fatti, violato.